Se credete che Silvio Berlusconi sia ancora l'uomo dai mille volti, quello della bandana, delle molte e avvenenti fanciulle, del Kapò, delle corna nelle foto di rappresentanza e dell'insulto gratuito, vi sbagliate di grosso. Forse sarà la veneranda età, o magari la consapevolezza di averne dette troppe, una sorta di inedito pudore senile, o ancora una semplice mossa pubblicitaria, o la volontà di passare alla storia, insomma chiamatela come volete, ma sta di fatto che il Silvio Berlusconi che oggi ha incassato la fiducia alla Camera per il suo IV Governo, non è il simpatico nonnetto a cui siamo stati abituati negli ultimi quindici anni. 27 minuti di intervento per altrettanti applausi, di cui 4 Bipartisan. L'invocazione sacra a Dio, e quella profana alla sorella Fortuna. La mano tesa ad un'opposizione di cui apprezza la modernità e la lealtà. L'amara espressione di chi dovrà traghettare il suo amato Paese ed il suo Popolo da un passato nero di insicurezze, ad un florido futuro di Pace e Prosperità. L'appello al Rispetto. Ad uscire da logiche di pura contrapposizione ideologica, per entrare nella tanto millantata Terza Repubblica, quella fatta solo di Progetti per il futuro, di collaborazione, di impegno comune. Sarà veramente così? Un improbabile attacco di Bon Ton? Oppure sarà l'inevitabile adeguamento ad una minoranza che ha abbandonato l'antiberlusconismo e che cambia il Paese dall'opposizione? Il Partito Democratico, andando da solo ha rivoluzionato le alleanze politiche, gli assetti, gli equilibri, i numeri di un parlamento che passa da 52 gruppi a soli 4. Il Partito Democratico con il Governo Ombra ha completamente ribaltato l'idea del Rapporto Governo-opposizione, ed è da qui che si partirà per una dialettica politica di non più sterili e noiose polemiche, ma di vero confronto... Insomma. I cambiamenti sono tangibili, e Silvio Berlusconi si è trovato a dover governare un Paese in cui la concezione di politica stessa sta cambiando, e non di certo grazie a lui. Terza Repubblica? Staremo a vedere. Sicuramente vedremo meno champagne e sputi a Palazzo Madama, meno parolacce a Montecitorio, ma la strada è lunga. Forse troppo.martedì 13 maggio 2008
Bon ton da Terza Repubblica
Se credete che Silvio Berlusconi sia ancora l'uomo dai mille volti, quello della bandana, delle molte e avvenenti fanciulle, del Kapò, delle corna nelle foto di rappresentanza e dell'insulto gratuito, vi sbagliate di grosso. Forse sarà la veneranda età, o magari la consapevolezza di averne dette troppe, una sorta di inedito pudore senile, o ancora una semplice mossa pubblicitaria, o la volontà di passare alla storia, insomma chiamatela come volete, ma sta di fatto che il Silvio Berlusconi che oggi ha incassato la fiducia alla Camera per il suo IV Governo, non è il simpatico nonnetto a cui siamo stati abituati negli ultimi quindici anni. 27 minuti di intervento per altrettanti applausi, di cui 4 Bipartisan. L'invocazione sacra a Dio, e quella profana alla sorella Fortuna. La mano tesa ad un'opposizione di cui apprezza la modernità e la lealtà. L'amara espressione di chi dovrà traghettare il suo amato Paese ed il suo Popolo da un passato nero di insicurezze, ad un florido futuro di Pace e Prosperità. L'appello al Rispetto. Ad uscire da logiche di pura contrapposizione ideologica, per entrare nella tanto millantata Terza Repubblica, quella fatta solo di Progetti per il futuro, di collaborazione, di impegno comune. Sarà veramente così? Un improbabile attacco di Bon Ton? Oppure sarà l'inevitabile adeguamento ad una minoranza che ha abbandonato l'antiberlusconismo e che cambia il Paese dall'opposizione? Il Partito Democratico, andando da solo ha rivoluzionato le alleanze politiche, gli assetti, gli equilibri, i numeri di un parlamento che passa da 52 gruppi a soli 4. Il Partito Democratico con il Governo Ombra ha completamente ribaltato l'idea del Rapporto Governo-opposizione, ed è da qui che si partirà per una dialettica politica di non più sterili e noiose polemiche, ma di vero confronto... Insomma. I cambiamenti sono tangibili, e Silvio Berlusconi si è trovato a dover governare un Paese in cui la concezione di politica stessa sta cambiando, e non di certo grazie a lui. Terza Repubblica? Staremo a vedere. Sicuramente vedremo meno champagne e sputi a Palazzo Madama, meno parolacce a Montecitorio, ma la strada è lunga. Forse troppo.
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1 commento:
Io voglio proporvi una provocazione: al di là che Silvio sia un mafioso, che sia un furbacchione, un disonesto, pensate veramente che si possa dialogare in questi 5 anni, o che l'opposizione debba comunque dire no alle proposte avanzate dl nuovo governo, facendo dunque una opposizione ferrea?
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